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Libero 21 anni dopo
post pubblicato in Per non dimenticare, il 29 agosto 2012


Libero Grassi veniva assassinato 21 anni, nel cuore di una Palermo che si svegliava, nelle prime ore del mattino, probabilmente sotto gli occhi di tanti passanti che percorrevano via Alfieri, dietro uno dei salotti buoni di Palermo, la zona di piazza Unità d'Italia.
La mafia infatti aveva deciso di tappare la bocca a un imprenditore coraggioso, che aveva deciso di ribellarsi al pizzo e che aveva avuto l'ardire di farlo pubblicamente, davanti le telecamere; una decisione, questa, che cosa Nostra non poteva lasciare impunità, pena la perdita di credibilità nei confronti di tanti, troppi imprenditori che pagavano regolarmente sotto la minaccia degli estortori mafiosi, che, magari, avrebbero potuto seguire quell'esempio.
Se oggi ricordassimo Libero Grassi come un eroe gli faremmo un torto enorme; lui era un imprenditore, uno che "campava" decine di famiglie attraverso la sua fabbrica e che amava il suo lavoro, dunque una persona assolutamente normale che ebbe soltanto il torto di credere che lo stato, inteso come cittadini e istituzioni, avrebbero ascoltato e seguito il suo richiamo al buon senso, l'esperienza di una persona che non si piegava alle logiche mafiose.
Il movimento antiracket, da allora, ha mosso i primi passi verso la ribellione dal pizzo, ancora non completamente attuata; ma si può senza dubbio dire che se oggi esistono associazioni che promuovono il "NO" al pizzo mafioso e se le associazioni di categoria degli imprenditori hanno preso una posizione chiara e non equivoca nei confronto dell'estorsione mafiosa, questo lo dobbiamo soltanto a un uomo che voleva semplicemente difendere il suo lavoro.

Non dimentichiamo Libero Grassi.
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