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La seconda scommessa di Walter
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2008

 La manifestazione di sabato 25 costituiva la seconda scommessa di Walter Veltroni. La prima era stata quella di andare da solo alle elezioni passate, anche quella vinta, visti i consensi del PD che, comunque, non si erano tradotti in una vittoria. Ieri invece il segretario del PD si è rimesso in discussione, chiamando a raccolta il popolo dell'opposizione appartentente al proprio partito e non solo.
In caso di scarsa affluenza si sarebbe parlato di insensibilità del buon Walter, della sua incapacità di catalizzare il consenso, di comprendere la piazza. Invece sono accorse centinaia di migliaia di persone (difficile pensare che fossero solo 200.000, come affermato da alcuni discreditatori) appartenenti al PD e non solo: in piazza erano presenti infatti anche i Verdi, i socialisti e gli alleati tanto disprezzati di IdV che ancora una volta, se fosse servito, hanno dimostrato coerenza nel proprio atteggiamento politico.
Gli argomenti di Veltroni hanno svariato su tutto il fronte politico, interessando scuola, riforme, politica estera, interna e giustizia, e sono stati marcati con una forza che da tempo non si vedeva nella dialettica del PD. In un certo senso verrebbe da pensare che i Democratici si siano resi conto che la linea politically correct, un pò british e un pò Obama, non pagasse nè fosse vicina ai sentimenti dei propri elettori. In un certo senso questa grande manifestazione segna un riavvicinamento del partito con il proprio "popolo", consapevole, da oggi in avanti, che è necessario essere responsabili ma ferocemente coerenti con i propri principi.
Le reazioni della maggioranza sono state francamente discutibili. A parte Fini, che in veste istituzionale, ha riconosciuto come legittima la "piazza", Berlusconi ha negato che questa manifestazione possa costituire un episodio tale da fare cambiare atteggiamento al governo, invitando, addirittura, Veltroni a "riposarsi" e a "lasciare fare al governo". Sulla stessa linea le dichiarazioni di tutti gli esponenti del PdL, sempre condite con un mix di arroganza e indifferenza, quasi a disconoscere l'importanza a quella folla infinita, a quella marea di gente.
Nel frattempo la Gelmini prima mostra una conciliante voglia di confrontarsi con gli studenti e le parti in causa, onde poi affermare che non si cambia nulla e che la "riforma" è questa.
Io mi chiedo se davvero il governo pensi di potere gestire un momento così delicato usando messaggi come "non disturbate il manovratore" o "facciamo da soli, i numeri sono dalla nostra parte". In tal senso ritengo fondamentale un passaggio del discorso di Veltroni, ossia quello riguardante l'atteggiamento del governo riguardo il modo di governare, scambiato da Berluscono & Co., come presa di potere. Mi piacerebbe pensare che Berlusconi questa volta faccia una smentita anche su quello che ha dichiarato dalla Cina (sinistra non democratica o opposizione non responsabile) ma stavolta non mi aspetto proprio nulla; sarà la prima volta che il Cavaliere non delude le mie aspettative...

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