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C'era una volta un uomo buono: si chiamava Giovanni Falcone
post pubblicato in Diario, il 23 maggio 2012
Stamattina dibattevo con alcuni amici su come spiegare a un bambino chi era Giovanni Falcone; pare infatti che in tante scuole l'argomento non venga affrontato e, notizia delle ultime ore, tanti istituti, invece di partecipare alle celebrazioni per ricordare il ventennale della strage di Capaci, resteranno aperti "per non perdere un giorno di scuola".



Mi sono chiesto allora come potrei spiegare a un bimbo cosa è la mafia, perchè Falcone la combatteva e perchè, se tutti volevano bene a Falcone, la mafia riuscì ad ucciderlo imbottendo l'autostrada di tritolo.

Non credo proprio che potrei riuscirci. Di solito per spiegare a un bimbo il valore di una persona cerchi di paragonarlo a qualche eroe dei fumetti, magari dotandolo di superpoteri, identificando il male con qualche personaggio oscuro e, spiegandogli che, alla fine, il bene vince sempre sul male...



Il problema, nel rappresentare la realtà dei fatti con l'obbligo di rispettare la realtà delle cose, non è tanto mentire sul fatto che questa volta il bene abbia trionfato sul male. Falcone infatti fu ucciso, insieme alla sua scorta, composta dai valorosi agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo, e alla moglie, il giudice Francesca Morvillo, in un attentato a cui parteciparono direttamente i pezzi grossi della cupola mafiosa, coloro che Falcone braccava attraverso le sue indagini; ma il contraccolpo che il suo assassinio e quello, 57 giorni dopo, di Paolo Borsellino, amico di Giovanni Falcone e giudice antimafia, ebbero sulla coscienza della cosiddetta società civile fu talmente forte da permettere, negli anni successivi, la cattura di tutti i boss di quella cupola mafiosa rimasta a corto di connivenze e complicità. Di fatto, il male assoluto, rappresentato dalla morte dei due giudici, eroi civili, ha prodotto una reazione vitale della gente, soprattutto siciliana, che ha trasformato la propria rabbia in reazione positiva, in comportamenti virtuosi.



Piuttosto sarebbe difficile spiegare a un bambino, che non è possibile fare una distinzione tra i buoni e i cattivi, Falcone escluso; il ruolo dello Stato, infatti, che dovrebbe rappresentare la parte dei buoni, in questa storia, è in una zona grigia. Fu lo Stato che osteggiò apertamente la nomina di Falcone Procuratore Nazionale Antimafia; fu lo Stato che ne ostacolò apertamente le indagini, contestando il concetto di mafia e cupola, attraverso propri rappresentanti, nel migliore dei casi, ottusi; fu lo Stato che lo lasciò da solo, e che non lo protesse come meritava; fu lo Stato che lo tradì attraverso uomini che stavano con i piedi in due scarpe diverse.

Forse a un bambino dovremmo spiegare che tutti noi possiamo diventare nemici di Giovanni Falcone quando non rispettiamo qualsiasi norma di convivenza civile, quando cerchiamo la scappatoia per avere un favore, quando speriamo nella raccomandazione di turno; questi comportamenti infatti sono un humus formidabile per la mafia che tramite la propria legittimazione trova il consenso necessario per istaurare la rete di connivenze e di omertà che ne permettono il proliferare. E allo stesso modo, possiamo diventare amici di Falcone se, ogni giorno, ci impegnamo a rispettare le regole, se rifiutiamo l'omertà, se adottiamo criteri meritocratici che ci consentano di ottenere ciò che ci spetta senza dovere mai chiedere un "favore" o una "raccomandazione".

Nessuno ci chiede di essere eroi (lo diceva lo stesso Falcone: la mafia non può essere combattuta da cittadini inermi), ma ognuno di noi è chiamato ad onorare la memoria di un eroe come Falcone non soltanto il 23 maggio di ogni anno, ma in ogni momento della giornata, ricordandoci che "Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere"
(Giovanni Falcone)


Ciao Giovanni...







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