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Il tempo delle scelte
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2013
Lo scenario politico italiano è sempre più confuso e contorto. Il ritorno attivo sulla scena del Cavaliere, infarcito di retorica e di slogan tirati fuori dalla naftalina come l'abito buono che si metteva una volta la domenica per andare a messa, ha ridato speranza a un centrodestra da encefalogramma piatto. A far da spalla all'ex premier c'hanno pensato i giornalisti di turno che lo hanno ospitato in tutti i programmi possibili del palinsesto televisivo (purtroppo non è stato possibile vederlo con Giovanni Mucciaccia ad Art Attack, ma soltanto perchè non è in programmazione), che hanno offerto i loro palcoscenici alla solita macedonia di invettive nei confronti della sinistra (quale?), dei comunisti, dei giudici, di Monti (che egli aveva scelto inizialmente come candidato PdL), e di giustificazioni risibili ai propri costumi sessuali e alle scelte scellerate fatte nel precedente esecutivo.
Nessuna persona sana di mente, probabilmente, potrebbe riaffidare il governo a colui che ha portato l'Italia a un passo dal default, eppure, pare, in Italia i pazzi si aggirino intorno al 20% e dagli ultimi sondaggi, sono destinati a salire. Ad alimentare, però, lo strano consenso di Silvio & c. stanno contribuendo, e non poco, i cosiddetti favoriti sulla carta, coloro che avrebbero dovuto lottare (o allearsi) per la guida del paese nei prossimi cinque anni; mi riferisco al PD e all'universo dei neocentristi che latitano intorno alla figura di Mario Monti.

Diciamo che il PD, rischiando di non vincere queste elezioni (ossia ottenere la maggioranza alla Camera e non al Senato), potrebbe compiere il suo capolavoro politico al contrario: pur avendo percorso strade discretamente conservative, confermando Bersani come candidato leader e buona parte dei dinosauri che da anni occupano scranni parlamentari(un plauso va comunque a chi ha deciso di farsi da parte autonomamente come D'Alema, Veltroni e Turco), il consenso manifestato dagli elettori delle primarie autorizzava un discreto ottimismo sull'esito della prossima tornata elettorale, alla luce, soprattutto, dell'implosione del PdL e della Lega.
Eppure Bersani, con la sua continua rincorsa del centro come unico interlocutore, rischia di perdere per strada alleati certi (SEL) e possibili (in neonato Rivoluzione Civile di Ingroia) senza peraltro avere alcuna garanzia da Casini e dagli altri centristi che fanno riferimento al premier uscente.

Monti, infine, incassato l'appoggio di Casini (appunto) e Montezemolo, pensava che la sua "salita" in politica sarebbe stata accolta con più entusiasmo da un elettorato di centrodestra, orfano (fino a qualche settimana fa) di Berlusconi e diffidente nei confronti dei cosiddetti "ex-comunisti"; ma le ferite aperte nell'elettorato dai provvedimenti draconiani del Professore sono troppo fresche e stentano a rimarginarsi. E non basta il ritrovato ottimismo di Monti, che promette il "sereno dopo la tempesta"; anzi queste promesse, unite a quelle fatte da tutti gli altri leader, risultano come la solita propaganda lontana dalla realtà.

E Grillo? Il M5S sembra avere perso parte del suo appeal e della sua spinta emozionale; Grillo poi appare abbastanza stanco e, in un fuorionda raccontato avrebbe persino "minacciato" di lasciare (onde poi smentire con decisione, per onore di cronaca). Le divisioni interne nel movimento (con le defenestrazioni degli infedeli che in alcuni casi sono andati a rimpolpare le file di Rivoluzione Civile) non fanno altro che acuire la sensazione che il "progetto" stia incontrando qualche difficoltà e non susciti più lo stesso interesse presso gli elettori delusi.


Il vero problema, di questo panorama estremamente frastagliato, è che la governabilità di questo paese (che non si garantiisce attraverso accentramenti di potere così come promesso da Berlusconi) è fortemente a rischio. Serve infatti una forza politica capace di garantire stabilità al suo interno, ma che sappia incarnare le necessità di trasparenza e rinnovamento, indispensabili per il nuovo "Rinascimento" italiano.

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