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Un voto per rinascere: un post contro l'ignavia
post pubblicato in Diario, il 17 maggio 2012


Lunedì, alle 15.01, si conosceranno vincitori e vinti; si saprà se il "Sindaco di Palermo", riconosciuto universalmente come tale, il palermitano più conosciuto in tutto il mondo, l'avrà spuntata sul giovane allievo, su colui che lo ha apertamente sfidato, che ha vinto le primarie pasticciate e che poi se lo è trovato contro.

Non c'è nulla di peggio quando il tuo avversario è colui che avevi considerato fino a qualche secondo prima il tuo miglior amico; e questa affermazione non vale solamente per i due candidati, fino a febbraio militanti nello stesso partito, ma è applicabile a tutti coloro che abbiano deciso di schierarsi a fianco dell'uno o dell'altro candidato; ed è facile verificare come sia paradossale trovare persone, che per anni abbiano "diviso il sonno", che durante questa campagna elettorale si sono affrontate in singolar tenzone, manco di fronte ci fosse il nemico di tutte le galassie. Il clima è stato certamente avvelenato da alcune iniziative (non farina del suo sacco) di Ferrandelli, che, dopo l'atteggiamento conciliante mantenuto anche dopo la vittoria delle primarie, ha inveito contro Orlando dandogli del pazzo ("è fuori di testa", "non sta bene", "chiamategli un'ambulanza", "il suo cervello è in pappa"), e, successivamente all'esito del ballottaggio definendolo un "cialtrone".
Ovviamente questo clima non ha fatto altro che esasperare gli animi, creando due autentiche fazioni anche all'interno delle stesse famiglie. Il gesto di qualche giorno fa, dello stesso Ferrandelli, di una stretta di mano riappacificante è sicuramente da apprezzare ma è paragonabile al tizio che dopo avere dato fuoco a Roma ha deciso di spegnere l'incendio con un bicchiere d'acqua.

La mia impressione personale è che, in un momento storico come quello che sta affrontando il comune di Palermo, devastato da una crisi economica, acuita da una cattiva gestione dell'ex sindaco (che in questo blog non viene nominato per evitare l'indicizzazione), invaso un giorno si e l'altro pure dai rifiuti, e pervaso da un clima di totale inefficienza di tutta la macchina comunale, sia necessaria una guida esperta, profondo conoscitore della macchina comunale e soprattutto libero con le mani slegate dai partiti accaparratori e depauperatori della cosa pubblica. Serve un sindaco che sia capace di rimettere in funzione la macchina comunale, senza spendere un euro, che risolva le questioni legate alle partecipate e alle municipalizzate, e che sia in grado di supportare l'economia cittadina attraverso piccoli e mirati provvedimenti.
E' necessario eleggere un sindaco che non ragioni con slogan di facile impatto, ma che sia capace di dialogare e interagire con tutte le forze sociali per ridare un impulso di sviluppo ma soprattutto che sia in grado di restituire a Palermo l'immagine di capitale della cultura e della tolleranza, e punto di riferimento dell'arcipelago della cultura mediterranea.

Per tutte queste ragioni voterò e farò votare Leoluca Orlando.



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