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Ikea XP... ovvero come la Trinacria invase la Svezia!
post pubblicato in Personale, il 5 dicembre 2011
L'ho fatto. E non avrei mai voluto farlo... Tutti lo sanno, io sono contrario a queste genere di cose; io sono uno a cui piace improvvisare, che cerca di mettere un minimo di fantasia in tutto quello che faccio... non mi piacciono, gli assemblaggi precostituiti, i percorsi preordinati, le regole da rispettare a tutti i costi. E questo è il motivo per cui non avrei mai voluto fare quello che ho fatto, andare dove sono andato, mettendo a repentaglio la mia incolumità e di tutti quelli che dalle 16.00 alle 19.30 di ieri sono stati nel mio raggio di azione! Ma si sa, la vita è bella se ogni tanto si fa qualcosa di inaspettato, se si varia la propria quotidianetà, anche se questo vuol dire caricare sulla propria utilitaria qualche mobile alto due metri, qualche ninnolo non esattamente indispensabile, la tua piccola valigia e tante altre piccole minchionerie che mi sono o le sono capitate a tiro.

p.s. un sentito ringraziamento, oltre a M. che ha saggiato la mia ira funesta, va a M.A.; senza di lui la mia macchina non avrebbe mai assunto le fattezze di un Ducato!

Per chi non l'avesse capito, e sarete in parecchi a questo punto, ieri, convinto dalla mia dolce metà, ho deciso di visitare, per la prima volta della mia vita l'Ikea, il famoso colosso dell'arredo-fai-da-te-e-forse-è-meglio-che-ti-fai-aiutare-altrimenti-finisci-con-l'avvitatore-elettrico-fuso-in-mano. Ovviamente questa esperienza, come tante me ne sono successe nella mia vita, è stata una via di mezzo tra l'Odissea, le Olimpiadi della pazienza e le tragiche avventure del ragioner Fantozzi Ugo. All'arrivo mi avevano assicurato un ampio parcheggio e un ingresso abbastanza agevole; il primo non ha deluso le aspettative, il secondo un pò meno; siamo rimasti una decina di minuti in coda in quanto la perfetta organizzazione swedish evita che ci sia troppa gente dentro lo show room. Superate le prime forche caudine, e fatta la mia tessera famiglia, che serve ad arricchire il mio già cospicuo porta carte-non-di-credito-ma-semplici-minchiate, io, miss M. e tutti gli amici compagni di avventura ci siamo inoltrati dentro il labirintico baraccone nel quale ovviamente sono state sperimentate scrivanie, poltrone, divani ed è stato ammirato il design funzionale e discretamente economico degli articoli esporti. Ovviamente sono rimasto stupito dalla funzionalità di tutto il complesso, diviso in show-room per la sola esposizione degli articoli, negozio-emporio fai da te, sia per gli articoli prensili che per la mobilia. Rimango dell'idea che quanto esposto all'Ikea possa essere assolutamente funzionale per uffici, negozi e case al mare o in campagna, forse un pò meno se si pensa di compare i cosiddetti "mobili per sempre" ma io sono stato plasmato dal mio caro nonno che era un ebanista e i mobili li plasmava sotto le sue mani sapienti (quindi non faccio testo!).
Ovviamente c'è un grande business legato all'utensileria da casa, in alcuni casi straordinariamente conveniente, che attira tutti coloro che magari sono venuti in gita solo per gustare la novità e non possono acquistare cose molto ingombranti; c'è invece chi è arrivato in spedizione punitiva con tanto di furgone affittato per l'occasione e acquista, a cifre modiche, l'arredamento per 15 appartamenti; oppure c'è chi pretende, con una utilitaria normalissima, di emulare il celebre corriere TNT e caricare l'impossibile sulla propria auto, magari lasciando a piedi la propria partner in quanto il suo posto è occupato da un comò con quattro cassetti... Ecco, di questi tipi di persone ultimi diffidate sempre! Infatti potreste, senza volerlo, stare leggendo quello che vi scrivono senza neanche rendervene conto!
Bigamismi onirici
post pubblicato in Personale, il 8 luglio 2011
Chissà a quanti di voi sarà capitato quello che sto per raccontarvi e quanti di voi hanno giustamente pensato che non fosse il caso scriverne o parlarne, vista la scarsa importanza! Io invece lo farò! E non per un senso di tirannia (il blog è mio e faccio quello che mi pare!) ma, semplicemente per rappresentarvi lo sgomento che mi ha assalito appena sveglio!

Da qualche giorno sogno di avere una vita parallela (forse non è qualche giorno, ma conta relativamente) nella quale sono consapevole di avere una relazione con M., ma, contemporaneamente, mi interesso a un intreccio affaristico-malavitoso, che riguarda la Palermo bene. E mi è capitato un paio di volte di intrufolarmi in una casa per cercare indizi o prove di questi loschi affari di una certa famiglia; in una di queste incursioni ho conosciuto una bella ragazza, sguardo intelligente, forme normalissime e, soprattutto, voce suadente, con la quale, dopo diversi scontri, c'è stato anche un approccio fisico (che avevo completamente rimosso ma che è tornato a galla visto il sogno di stanotte).

Stanotte invece, in una delle mie incursioni (stavolta autorizzate, con tanto di campanello), mi sono trovato a scoprire che la ragazza del mio sogno (non dei miei sogni ma questa precisazione, fondamentalmente, la faccio esplicitamente per M.) aveva un bambino (bellissimo per altro) che, nella circostanza, stava facendo mangiare, un marito infedele e continuava a ricordarsi dei nostri incontri. Dopo una breve chiaccherata, sempre relativamente alle mie presunte indagini, mi offro di accompagnarla a casa (ma non era già a casa? Ah! Questi sogni!) e i toni si fanno distesi, confidenziali, gli sguardi sono complici, c'è quasi tenerezza. E prima di scendere dalla macchina mi annuncia che avrà un altro bambino: io la abbraccio, le scendono le lacrime e lei guardandomi commossa mi dice: "Si, ma sarà davvero strano avere due bellissimi bimbi con due papà diversi..." Io la guardo stranito e lei, con un vero colpo di scena precisa "Ma non lo hai ancora capito? Questo bambino che arriverà è tuo!"

Io a quel punto le dico che non è possibile perchè le ribadisco che sono stato attento, che ho preso tutte le precauzioni, che probabilmente si sbaglia, che non ricordo... E lei schifata mi guarda, mi sorride amaramente e scende dalla macchina appena posteggiata...

A quel punto mi sveglio in un oceano di sudore, cerco di darmi delle spiegazioni ma soprattutto cerco di capire se quello che ho appena sognato è reale. Infatti i particolari, i suoni, le luci, gli odori sono troppo verosimili per non avere davvero sognato tutto quello che, in quel momento mi terrorizza. Ma, soprattutto, quello che mi fa orrore è stata la mia infedeltà: una tizia aspetta un bambino da me (verosimilmente è così) mentre io sto con M., ma quanto schifo mi faccio??? E poi, invece di affrontare la situazione da persona responsabile, ho cercato scappatoie, giustificazioni... che essere abominevole che sono!

Ed è questo senso di inquietudine, di "disistima" nei miei confronti, che mi accompagna nelle prime ore della giornata. Solo dopo una doccia energetica e la colazione realizzo che tutto questo è un sogno, che il figlio che ho disconosciuto non esiste. E questo mi solleva non poco...
Ma, strano a dirsi, non vedo l'ora di riaddormentarmi per andare a rassicurare la madre del mio futuro figlio che non mi tirerò indietro...




permalink | inviato da occhiodelciclone il 8/7/2011 alle 8:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Quando la paura fa 4.1
post pubblicato in Personale, il 24 giugno 2011
Qualche giorno fa, in un'allegra discussione tra amici, ci si confrontava su cosa facesse davvero paura a ognuno di noi. Io, a parte la mia cronica emofobia, che mi impedisce anche soltanto di parlare dell'argomento sangue (mentre lo sto scrivendo mi sento già venire meno!), non riuscivo a ricordare qualche altra cosa che mi mettesse veramente paura, che mi terrorizzasse al punto di perdere completamente la capoccia.

E stanotte, a conferma del fatto che ricordavo malissimo, è arrivata un'altra di quelle cose che mi mettono una paura assurda, da lasciarmi assolutamente privo di lucidità, in bambola e con le gambe completamente molli: sto parlando del terremoto.

Sono nato e abito in un'isola che non ha un rapporto idilliaco col terremoto... A memoria d'uomo ricordo quello spaventoso che distrusse Messina all'inizio del secolo scorso, o quelli catastrofici che colpirono la valle del Belice alla fine degli anni 60 e la zona di Melilli nel 1990; ricordo un bello scossone che colpì Palermo e provincia nel 2002, di cui ricordo il terrore, la paura e lo sciame sismico che ne seguì, la scossa che l'anno scorso al largo di Lipari fece tremare tutta la mia casa e fece staccare un pezzo di costone di Lipari.
E "non" dulcis in fundo, è arrivata a scossa che stanotte, mentre ero intento ad elaborare quello che avrei voluto scrivere su questo blog, al posto di questo intervento intriso ancora di paura, panico e incertezza.

Si, lo so, dovrei pensare a tutti quelli a cui il terremoto ha tolto gli affetti e, in tanti casi anche la vita, oppure agli amici aquilani che convivono periodicamente con scosse come quelle che ho sentito ieri sera: ma la paura non si razionalizza, ha una componente emotiva che non riesci a domare, che si impadronisce della tua ratio e manda tutto il tuo "sistema" letteralmente a puttane!

Ed ecco che ieri sera, dopo essere stato quasi buttato per terra da questa scossa (mi è parsa sussultoria), senza capire neanche perchè ho preso la valigia, l'ho messa all'ingresso, mi sono vestito e sono tornato a letto, senza riuscire a capire cosa stessi facendo. A tenermi compagnia c'era M., che provava a sdrammatizzare ma con la quale non riuscivo a spiccicare una parola se non dirle "Chiudi! Chiudi!", i miei meravigliosi amici che convocavano l'unità di crisi per tenermi compagnia e darmi consigli saggi, e la mia dannata solitudine che ampliava il senso di panico.
Ho avuto paura che quella potesse essere la prima scossa di una serie, visto che nella zona dove vivo, da una settimana c'è quasi una scossa al giorno, che si trattasse di un avvertimento di qualche tipo, che dovessi fare fagotto e trovare un posto sicuro.

Ho pensato di tornare a Palermo (la mia casa paterna è antisismica, quella dove sto al momento non lo so), di mettermi a dormire in macchina (ma la mia schiena ha pesantemente dissentito) o di camminare tutta la notte (è stata allertata la neuro locale); e dopo avere passato una buona mezz'ora a girare in macchina, visto che in giro non c'era nessuno spaventato come me, ho deciso di fare ritorno a casa.

E' stato strano; mi sembrava di essere tornato ai primi giorni di permanenza nella mia casa attuale, la mia prima esperienza di "vadoaviveredasolo", nei quali spesso venivo sopraffatto dalla paura dei rumori notturni, dal terrore che qualcuno potesse entrare, che potesse succedermi qualcosa di spaventosamente brutto. E invece, per fortuna, tutto è andato liscio, la notte è scivolata via (con altre quattro scosse che per fortuna non ho avvertito) in questo stato di calma apparente... appunto...





permalink | inviato da occhiodelciclone il 24/6/2011 alle 17:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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