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Fabrizio Frizzi: un uomo vero in un mondo di plastica
post pubblicato in Personale, il 26 marzo 2018
Non mi piace scrivere post in stile "coccodrillo" sulle celebrità che passano a miglior vita, specie se poi si tratta di personaggi televisivi. Fabrizio Frizzi, però, non era solo un personaggio televisivo...

A lui ho legato i ricordi più fulgidi della mia adolescenza televisiva: ricordo pomeriggi passati a guardare Paroliamo, che fu il mio primo gioco di società, con un giovanissimo Fabrizio, Claudio Sorrentino e Roberta Manfredi, o Tandem, con la stessa collaudatissima squadra. Lo ricordo in quella drammatica sera di quel 23 maggio 1992, quello della strage di Capaci, in cui andò in onda, nonostante la sua volontà (si seppe solo molto tempo dopo) fosse tutt'altra, esponendosi a feroci e ingiustificate (nei suoi confronti) critiche. Lo ricordo in quell'"Europa Europa", che conduceva con Elisabetta Gardini, un programma che cercava di preparare le menti a quell'Europa unita che, poi, si sarebbe dimostrata pura utopia. E come non ricordarlo nelle innumerevoli edizioni condotte da Miss Italia, sempre con quell'atteggiamento garbato, educato, mai fuori dalle righe. E infine, negli ultimi anni, dopo parecchio tempo di oblio televisivo, la rivincita con I soliti Ignoti (Amadeus mi è simpatico, ma il format italiano è stato creato ad immagine e somiglianza di Fabrizio), e infine con L'Eredità, che divideva con Carlo Conti.

Fabrizio Frizzi era geneticamente diverso rispetto a tutti i personaggi dello show business; la sua risata coinvolgente, il suo modo garbato di porsi con gli ospiti e di rivolgersi alla sua platea televisiva, la sua educazione e quei toni sempre pacati erano il suo marchio di fabbrica. In una televisione urlata, volgare, sudicia, lui rappresentava un volto pulito, un uomo normale nella sua straordinarietà.
Guardare la tv e non imbattersi in quella faccia da eterno ragazzo, sempre pronto a dispensare una battuta e una parola di incoraggiamento o di sostegno al suo interlocutore, senza mai essere ossequioso o banalmente servile, sarà veramente strano. Io piuttosto voglio immaginarmelo nell'Olimpo dei conduttori (amici non politeisti, passatemi questa licenza poetica) accanto a  Corrado che, per le parole dello stesso Fabrizio, era stato il suo modello e a cui lui somigliava tanto per i modi e per uno stile inconfondibile, di vero gentiluomo, di vero uomo.

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permalink | inviato da occhiodelciclone il 26/3/2018 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ikea XP... ovvero come la Trinacria invase la Svezia!
post pubblicato in Personale, il 5 dicembre 2011
L'ho fatto. E non avrei mai voluto farlo... Tutti lo sanno, io sono contrario a queste genere di cose; io sono uno a cui piace improvvisare, che cerca di mettere un minimo di fantasia in tutto quello che faccio... non mi piacciono, gli assemblaggi precostituiti, i percorsi preordinati, le regole da rispettare a tutti i costi. E questo è il motivo per cui non avrei mai voluto fare quello che ho fatto, andare dove sono andato, mettendo a repentaglio la mia incolumità e di tutti quelli che dalle 16.00 alle 19.30 di ieri sono stati nel mio raggio di azione! Ma si sa, la vita è bella se ogni tanto si fa qualcosa di inaspettato, se si varia la propria quotidianetà, anche se questo vuol dire caricare sulla propria utilitaria qualche mobile alto due metri, qualche ninnolo non esattamente indispensabile, la tua piccola valigia e tante altre piccole minchionerie che mi sono o le sono capitate a tiro.

p.s. un sentito ringraziamento, oltre a M. che ha saggiato la mia ira funesta, va a M.A.; senza di lui la mia macchina non avrebbe mai assunto le fattezze di un Ducato!

Per chi non l'avesse capito, e sarete in parecchi a questo punto, ieri, convinto dalla mia dolce metà, ho deciso di visitare, per la prima volta della mia vita l'Ikea, il famoso colosso dell'arredo-fai-da-te-e-forse-è-meglio-che-ti-fai-aiutare-altrimenti-finisci-con-l'avvitatore-elettrico-fuso-in-mano. Ovviamente questa esperienza, come tante me ne sono successe nella mia vita, è stata una via di mezzo tra l'Odissea, le Olimpiadi della pazienza e le tragiche avventure del ragioner Fantozzi Ugo. All'arrivo mi avevano assicurato un ampio parcheggio e un ingresso abbastanza agevole; il primo non ha deluso le aspettative, il secondo un pò meno; siamo rimasti una decina di minuti in coda in quanto la perfetta organizzazione swedish evita che ci sia troppa gente dentro lo show room. Superate le prime forche caudine, e fatta la mia tessera famiglia, che serve ad arricchire il mio già cospicuo porta carte-non-di-credito-ma-semplici-minchiate, io, miss M. e tutti gli amici compagni di avventura ci siamo inoltrati dentro il labirintico baraccone nel quale ovviamente sono state sperimentate scrivanie, poltrone, divani ed è stato ammirato il design funzionale e discretamente economico degli articoli esporti. Ovviamente sono rimasto stupito dalla funzionalità di tutto il complesso, diviso in show-room per la sola esposizione degli articoli, negozio-emporio fai da te, sia per gli articoli prensili che per la mobilia. Rimango dell'idea che quanto esposto all'Ikea possa essere assolutamente funzionale per uffici, negozi e case al mare o in campagna, forse un pò meno se si pensa di compare i cosiddetti "mobili per sempre" ma io sono stato plasmato dal mio caro nonno che era un ebanista e i mobili li plasmava sotto le sue mani sapienti (quindi non faccio testo!).
Ovviamente c'è un grande business legato all'utensileria da casa, in alcuni casi straordinariamente conveniente, che attira tutti coloro che magari sono venuti in gita solo per gustare la novità e non possono acquistare cose molto ingombranti; c'è invece chi è arrivato in spedizione punitiva con tanto di furgone affittato per l'occasione e acquista, a cifre modiche, l'arredamento per 15 appartamenti; oppure c'è chi pretende, con una utilitaria normalissima, di emulare il celebre corriere TNT e caricare l'impossibile sulla propria auto, magari lasciando a piedi la propria partner in quanto il suo posto è occupato da un comò con quattro cassetti... Ecco, di questi tipi di persone ultimi diffidate sempre! Infatti potreste, senza volerlo, stare leggendo quello che vi scrivono senza neanche rendervene conto!
Bigamismi onirici
post pubblicato in Personale, il 8 luglio 2011
Chissà a quanti di voi sarà capitato quello che sto per raccontarvi e quanti di voi hanno giustamente pensato che non fosse il caso scriverne o parlarne, vista la scarsa importanza! Io invece lo farò! E non per un senso di tirannia (il blog è mio e faccio quello che mi pare!) ma, semplicemente per rappresentarvi lo sgomento che mi ha assalito appena sveglio!

Da qualche giorno sogno di avere una vita parallela (forse non è qualche giorno, ma conta relativamente) nella quale sono consapevole di avere una relazione con M., ma, contemporaneamente, mi interesso a un intreccio affaristico-malavitoso, che riguarda la Palermo bene. E mi è capitato un paio di volte di intrufolarmi in una casa per cercare indizi o prove di questi loschi affari di una certa famiglia; in una di queste incursioni ho conosciuto una bella ragazza, sguardo intelligente, forme normalissime e, soprattutto, voce suadente, con la quale, dopo diversi scontri, c'è stato anche un approccio fisico (che avevo completamente rimosso ma che è tornato a galla visto il sogno di stanotte).

Stanotte invece, in una delle mie incursioni (stavolta autorizzate, con tanto di campanello), mi sono trovato a scoprire che la ragazza del mio sogno (non dei miei sogni ma questa precisazione, fondamentalmente, la faccio esplicitamente per M.) aveva un bambino (bellissimo per altro) che, nella circostanza, stava facendo mangiare, un marito infedele e continuava a ricordarsi dei nostri incontri. Dopo una breve chiaccherata, sempre relativamente alle mie presunte indagini, mi offro di accompagnarla a casa (ma non era già a casa? Ah! Questi sogni!) e i toni si fanno distesi, confidenziali, gli sguardi sono complici, c'è quasi tenerezza. E prima di scendere dalla macchina mi annuncia che avrà un altro bambino: io la abbraccio, le scendono le lacrime e lei guardandomi commossa mi dice: "Si, ma sarà davvero strano avere due bellissimi bimbi con due papà diversi..." Io la guardo stranito e lei, con un vero colpo di scena precisa "Ma non lo hai ancora capito? Questo bambino che arriverà è tuo!"

Io a quel punto le dico che non è possibile perchè le ribadisco che sono stato attento, che ho preso tutte le precauzioni, che probabilmente si sbaglia, che non ricordo... E lei schifata mi guarda, mi sorride amaramente e scende dalla macchina appena posteggiata...

A quel punto mi sveglio in un oceano di sudore, cerco di darmi delle spiegazioni ma soprattutto cerco di capire se quello che ho appena sognato è reale. Infatti i particolari, i suoni, le luci, gli odori sono troppo verosimili per non avere davvero sognato tutto quello che, in quel momento mi terrorizza. Ma, soprattutto, quello che mi fa orrore è stata la mia infedeltà: una tizia aspetta un bambino da me (verosimilmente è così) mentre io sto con M., ma quanto schifo mi faccio??? E poi, invece di affrontare la situazione da persona responsabile, ho cercato scappatoie, giustificazioni... che essere abominevole che sono!

Ed è questo senso di inquietudine, di "disistima" nei miei confronti, che mi accompagna nelle prime ore della giornata. Solo dopo una doccia energetica e la colazione realizzo che tutto questo è un sogno, che il figlio che ho disconosciuto non esiste. E questo mi solleva non poco...
Ma, strano a dirsi, non vedo l'ora di riaddormentarmi per andare a rassicurare la madre del mio futuro figlio che non mi tirerò indietro...




permalink | inviato da occhiodelciclone il 8/7/2011 alle 8:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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