.
Annunci online

liberi di pensare.... SenzaFiltro torna sul web!
E vorrei fermarmi un poco ma non posso...
post pubblicato in La musica DEL ribelle, il 1 marzo 2012
... nelle case tutto il pubblico è commosso...

Ho usato indegnamente un pezzo del testo di Merdman, uno dei suoi successi meno conosciuti, contenuto nell'album Henna, per introdurre un post che non avrei mai pensato di scrivere.

Oggi Lucio Dalla ci ha lasciati, con un colpo di scena, degno di uno dei più grandi cantautori dello scorso secolo, come egli era; lo ha fatto nel modo migliore con cui un artista può morire, ossia esibendo la sua arte, tra un concerto e un altro, in una tourneè che per Dalla significava ripercorrere orme di una carriera durata ben 40 anni.

Non voglio però annoiare chi sta leggendo con il solito "coccodrillo" che tanti giornali e media hanno pronti in un cassettino, per quegli artisti attempati o affetti, magari da tempo, da malattie incurabili.

Ci tenevo a scrivere qualche cosa perchè devo, in qualche modo, buttare fuori il vuoto che mi pervade dal momento in cui ho appreso la notizia. E' una sensazione che non avevo mai vissuto, almeno per la dipartita di uno dei miei artisti preferiti, ma non di un congiunto diretto; una sorta di cazzotto alla tempia che mi ha stordito e dal quale ancora non riesco a riprendermi.

Dalla mi mancherà per la sua capacità di essere istrionico, poetico, ironico, tra la musica classica e il tecno-pop, rocker in Nuvolari, poeta lirico in Caruso, visionario in Futura, drammaticamente romantico in Anna e Marco. E tutto questo viene raccolto proprio nella canzone con la quale ho aperto questo pezzo, una violenta critica allo star system che fa diventare protagonisti i poveri fenomeni da baraccone; e tutto questo viene scritto in una chiave poetica, quasi felliniana, che nella mia mente scorre con le immagini di "Amarcord"...

ciao Lucio, mi mancherai...


"Pronto pronto c'è qualcuno che mi sente
merda sto precipitando c'è qualcuno lì"
Notte nera nera notte senza luna
Una bianca scia nel cielo si consuma
mentre sotto come fuochi nella notte
Grattacieli e tv accese come torce
Un marziano un tipo strano un sangue misto
Un qualcosa di schifoso mai visto
Barcollando esce fuori dai rottami
" Sono Merdman c'è qualcuno lì"
A parte il puzzo veramente micidiale
Aveva in sé qualcosa di familiare
Sui trent'anni bocca larga e braghe corte
Sempre sporco con uno stronzo sulla fronte
Ogni tanto spiaccicava una parola
E con le dita messe li' a pistola
Catturava tutto l'audience della gente
" Sono Merdman
Sono speciale posso parlare c'è qualcuno lì
voglio anche cantare
partecipare farmi invitare a un talk-show"
A poco a poco anche la stampa più esigente
lo trovava bello fresco e divertente
Non parliamo dei bambini anche i più belli
Che si mettevano uno stronzo tra i capelli
" Voglio fare come fanno in California"
" Yes No But You Are Beautiful"
Imparo tutto in fretta ho una gran memoria
poi prende un taxi vola dentro un talk-show
Le sue dita sono un trapano nel naso
Mentre parla e dice "Vengo da lontano
E vorrei fermarmi un poco ma non posso
nelle case tutto il pubblico è commosso
E' commosso mentre piange anche lo sponsor che lo applaude gli butta anche un osso
salutando lui comincia a vomitare tra gli applausi e le foto da firmare
Come fanno tutti quanti in California
" Sono Merdman...c'è qualcuno lì..."

L'anno che verrà (tra un anno finirà)
post pubblicato in La musica DEL ribelle, il 30 dicembre 2011
L'anno in corso, il 2011 per i meno avezzi al calendario, si chiude così come si era aperto, nell'incertezza più assoluta. A gennaio infatti il nostro paese veniva governato ancora dalla vecchia maggioranza di governo solo grazie a un gruppo di prezzolati che, in base alla malcelata promessa di poltrone e poltroncine, decideva di fare da stampella al governo costringendo di fatto l'Italia a una precarietà che avrebbe, nel volgere di poco tempo, distrutto la credibilità economica e internazionale del paese.
Oggi invece l'incertezza è di altra natura; tolto di mezzo il governo Berlusconi, a guidare l'Italia c'è Mario Monti, un bocconiano doc, europeista convinto, chiamato a salvare i conti pubblici dalla mannaia del mercato e della speculazione...

... ma chi salverà gli itaiani da Mario Monti???

La manovra, che avrebbe dovuto coinvolgere soprattutto le fasce di reddito medio alte, è stata indirizzata su misure che non colpiscono in maniera proporzionale la capacità contributiva ma che prediligono colpire in maniera indiscriminata tutti i soggetti, penalizzando i consumi delle fasce medio-basse della popolazione.
E' aumentata l'accisa sui carburanti, falcidiando pendolari e mortificando i salari bassi; è stato dato un colpo di mannaia sulle pensioni, ma non sono stati toccati i privilegi dei top manager; si è aumentata l'imposizione sulle buste paga dei dipendenti ma non sono stati toccati i megastipendi dei parlamentari e di coloro che lavorano al servizio di tali istituzioni.
L'impressione, da persona che non vuole credere al teorema del commissariamento del governo da parte delle banche (che pure mi affascina e prende corpo, considerando che al governo c'è un certo Corrado Passera), è che a governare siano sempre gli stessi che, ovviamente, garantiscono la maggioranza a questo pseudo governo tecnico.
Mi pare cioè, che Berluska e soci, incapaci tecnicamente e politicamente (complice la Lega) di attuare una manovra di misure "draconiane", persa la credibilità politica per via delle vicende legate ai vizietti del premier, abbiano deciso di operare da mandanti, incaricando di fatto il boia Monti di operare in maniera impopolare. In questo modo il PdL avrebbe frenato la propria emorragia di voti, con la speranza, esaurito il mandato tecnico di rivincere le elezioni, forte di una inconsistenza politica di tutto il centrosinistra. Di fatto il PD appoggia il governo con debolissimi distinguo di facciata, strategia che non porterà Bersani e soci ad aumentare il proprio credito elettorale nè la credibilità nella capacità di governo.
In tutto questo enorme polpettone la Lega si è riscoperta opposizione con slogan datati, ormai stantii nei cassetti governativi di Maroni e Calderoli, dimenticando di essere stato il pilastro incrollabile di Berlusconi in questi ultimi anni, e IdV, dopo avere dato la fiducia al governo, ha deciso di contestare puntualmente ogni singola mossa, per soli fini speculativi-elettorali. I sindacati, invece, tornati uniti contro il nemico governativo, mostrano l'incapacità di essere credibili dei loro stessi "rappresentati", dopo avere venduto l'anima al diavolo (vedi CISL e UIL nella trattativa FIAT e la CGIL nella vicenda del referendum FIATI) e la loro presa di posizione a favore dei pensionati mostra la corda, quantomeno negli argomenti.

Per descrivere l'animo con cui ognuno di noi si presta ad affrontare il 2012, ho deciso di riprendere il testo di una delle canzoni più famose, di Lucio Dalla, "L'anno che verrà", tornata assolutamente attuale alla luce delle enormi incertezze che avvolgono il futuro del nostro paese. La pubblico di seguito

L'Anno che verrà (L.Dalla)


Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa

e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno

porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,

anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l'amore ognuno come gli va,

anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico

e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest'anno poi passasse in un istante,

vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà

io mi sto preparando è questa la novità


Buon 2012 a tutti!!!



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. PD PDL Monti crisi spread politica news

permalink | inviato da occhiodelciclone il 30/12/2011 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Vecchioni e la canzone dell'amore universale
post pubblicato in La musica DEL ribelle, il 26 febbraio 2011

Come faccio ogni anno, riascolto le canzoni di Sanremo a distanza di qualche giorno, per decantarle dalle scorie dello show business e poterle apprezzare nelle melodie, negli arrangiamenti e nei testi. Ritengo la vincitrice morale del festival la canzone di Luca Madonia e del maestro Battiato, l'Alieno, per una sorta di affinità con alcune sensazioni personali e perchè, di fatto, è una delle più trasmesse in radio.

Oggi però mi soffermerò sulla canzone che, a merito e con mio grande piacere ma stupore, ha vinto quest'ultima edizione del festival. Mi riferisco ovviamente a "Chiamami ancora amore" di Roberto Vecchioni, una stupenda ballata di grandissima intensità cantata magistralmente dal Professore, che ha conquistato il consenso di pubblico e critica.

Il titolo potrebbe fare pensare all'ennesima canzone a sfondo sentimentale presentata sul palco dell'Ariston (la parola amore ricorre praticamente in quasi tutti i testi sanremesi), ma Roberto Vecchione, cantautore di straordinaria sensibilità e bravura, parla di tutt'altro. In realtà Vecchioni parla della passione che porta ognuno di noi a credere nei propri ideali, a lottare per questi a sacrificio della nostra stessa esistenza, anche quando questi (ideali) sembrano irraggiungibili, anche quando la lotta è dura, ardua, quasi impossibile, contro coloro che il Professore definisce "vigliacchi che nascondono il cuore" o "bastardi che stanno sempre al sole". Dunque si tratta dell'amore per qualcosa e non necessariamente per qualcuno, per la forza delle proprie idee che  "sono voci di madre che credevano di avere perso e sono come il sorriso di Dio in questo sputo di universo" .

Il testo di Vecchioni è impegnato come tutta la sua produzione musicale e la vittoria del cantautore milanese è assolutamente da attribuire alla sua coerenza artistica, mantenuta e premiata in questa ultima edizione del festival sanremese. E ora do spazio al bellissimo testo...

 

Chiamami ancora amore

(R. Vecchioni)

E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che ha perso il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendoci il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e di parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Perché le idee sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevano di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Continua a scrivere la vita
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
che è così vera in ogni uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Perché noi siamo amore





 

 




permalink | inviato da occhiodelciclone il 26/2/2011 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Sfoglia dicembre       
tag cloud
links
calendario
cerca