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The Iron Lady
post pubblicato in Recensioni, il 29 gennaio 2012

Meryl Streep è la protagonista indiscussa del film in cui ricopre il ruolo di Maggie Thatcher, la donna più potente e politicamente importante del secolo appena passato.
La pellicola, interamente prodotta in Inghilterra, rappresenta, l'ascesa, il potere e il declino della Lady di Ferro, la prima donna diventata primo ministro in Europa, attraverso la memoria (nella forma del flash-back) di una donna anziana, affetta da una forma devastante di demenza che, peraltro, ha costretto la Thatcher a sparire dalle scene da qualche anno a questa parte.

Il tema narrativo si svolge all'interno dell'abitazione della Thatcher, dove la donna, in preda ai deliri che la malattia gli causa, continua a vedere il marito Denis, molto qualche anno addietro, alle prese con i propri collaboratori e la figlia che comprendono la gravità dello stato di salute della donna. La donna ricorda con grande sofferenza gli inizi della sua carriera politica, quando faticò ad affermarsi per un dominante maschilismo all'interno del mondo politico inglese oltre che dal nichilismo che i conservatori del tempo mostravano nei confronti della figlia di un droghiere. La svolta, nella vita della Thatcher, all'epoca Margaret Roberts, avviene in occasione dell'incontro con il futuro marito, Denis Thatcher, che incoraggerà la donna a non mollare di fronte l'ostracismo del mondo politico e la diffidenza dei colleghi del partito conservatore. Il resto, con tante piccole sfaccettature riguardo la vità privata della donna è storia; l'ascesa al partito e successivamente alla poltrona di primo ministro, la crisi inglese dei primi anni '80, la guerra al terrorismo irlandese, la crisi delle Falkland, il tradimento del partito, le dimissioni.

La pellicola è interpretata magistralmente da Meryl Streep, candidata alla terza statuetta ai prossimi Oscar, capace di restituire la dimensione di un personaggio tanto forte e potente, quanto fragile nella propria vita privata. La Streep è spalleggiata da un bravissimo Jim Broadbent, già apprezzato professore di formule a Hogwarts nell'ultimo Harry Potter o eccentrico padre nei diari di Bridget Jones e da tanti altri bravi attori inglesi in una produzione interamente britannica.

Il film, nel suo complesso è molto lento, in alcuni momenti anche in maniera esasperata, ma se l'intenzione della regista Phyllida Lloyd era quella di rappresentare i pensieri e le sensazioni della protagonista, allora il "timing" del film è assolutamente coerente con il progetto di scrittura della pellicola.

Da vedere!


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permalink | inviato da occhiodelciclone il 29/1/2012 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mia moglie per finta
post pubblicato in Recensioni, il 13 aprile 2011


Domenica mi sono imbattuto in questa simpatica commedia romantica, contrassegnata dalla premiata ditta Dugan-Sandler (Zohan, Vi dichiaro marito e marito, Un weekend da bamboccioni), che esalta le capacità comiche di Adam Sandler, istrionico one-man-show americano.

In questo film Sandler interpreta la parte di un chirurgo plastico di successo che, in seguito a una delusione prematrimoniale, giura a se stesso che non si sposerà più. Ciò nonostante si accorge che la "mancata" fede, che non ha buttato, e la bugia di dichiararsi sposato, attira le ragazze, come le api con il miele,  fino a quando non si imbatterà in una ragazza che gli farà perdere la testa. La ragazza, a cui lui ha deciso di raccontare la verità, scoprirà la fede e da qui in poi , per giustificare la presenza dell'anello, il protagonista dovrà inventarsi una serie di bugie a catena. Nella sua famiglia finta prenderanno parte la fida assistente, interpretata da una bella e affascinate Jennifer Aniston, dai bambini della stessa e dal cugino, simpatico figuro. Nell'architettura del film troverà spazio anche una amica dei tempi del college della Aniston, intepretata da una odiosa (il personaggio, s'intende) Nicole Kidman, che rivelerà la sua vera essenza solo alla fine del film.

Il film è divertente, ci sono spunti davvero unici come il bambino che addita Sandler come "adultero", e alcune gag davvero sensazionali e, a parte qualche piccolo eccesso, può essere visto da tutta la famiglia. Il lieto fine è garantito, con una conclusione discretamente inattesa e romanticismo a piene mani.
Come detto il film è fatto addosso ad Adam Sandler, ma Jennifer Aniston, inizialmente truccata apposta per non sembrare appariscente, viene fuori con tutto il suo fascino e la sua simpatia; la Kidman, ahimè, mostra i lati del pessimo uso del botox e una commedia brillante non è esattamente il suo campo.


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permalink | inviato da occhiodelciclone il 13/4/2011 alle 14:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Il cigno nero
post pubblicato in Recensioni, il 14 marzo 2011



Ieri sera sono andato a vedere "Il Cigno Nero", opera del regista Darren Aronofsky, con una straordinaria Natalie Portman, premiata con l'Oscar, nei panni di una ballerina, Nina, chiamata ad interpretare il ruolo di etoile in una rivisitazione del Lago dei Cigni diretta da uno straordinario Korolyevna, eccentrico regista intepretato da un bravissimo Vincent Cassell e affiancata dalla affascinante Mila Kunis nel ruolo di Lily, la vera antagonista-protagonista.
La vera protagonista del film è la danza classica, le sue sfumature e le ossessioni della protagonista, Nina, stressata da una madre che sfoga le sue frustrazioni di mancata etoile sulla figlia, pretendendone la perfezione maniacale, e causandone fobie di ogni tipo. Non posso rivelare null'altro sulla trama altrimenti, di fatto, svelerei il mistero di questo psyco-thriller, che tanto ricorda un film di cui questo blog è fiero testimone! Faccio solo rivelare che la bravura della Portman è quella di svuotare il proprio personaggio, per esigenze di copione, di qualsiasi tipo di sensualità fino a quando, per interpretare al meglio anche il Cigno Nero, dovrà necessariamente sperimentare su se stessa la sensualità e l'erotismo. Nelle parti secondarie si fanno apprezzare Barbara Hershey, madre-matrona e Winona Ryder nei panni di Beth, etoile sostituita proprio da Nina, depressa e frustrata dalla bellezza e dall'età della protagonista.
Una piccola citazione infine per Vincent Cassell, spesso ricordato solo per essere il marito della Bellucci ma, in questo film ottimo  interprete di un personaggio che unisce un alto tasso di perversione e una discreta dose di perversione e fine psicologia, capace di motivare Nina e di darle quella forza emotiva che le manca per interpretare il Cigno Nero.
Il premio Oscar della Portman è strameritato ed è il frutto della crescita di una attrice che unisce, oltre a una indiscutibile bellezza, anche una straordinaria capacità recitativa.


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permalink | inviato da occhiodelciclone il 14/3/2011 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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