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liberi di pensare.... SenzaFiltro torna sul web!
De-celebration
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2010

Spesso lo scrivo e continuo a ripeterlo: il nostro è un paese strano.

Succede, per esempio, che, nel decennale della dipartita di Bettino Craxi si decida di capovolgere la storia degli ultimi 10 anni. Di Pietro e il pool di Mani pulite diventano carnefici e assassini, Craxi e il PSI diventano il partito dei perseguitati, Craxi l'erede nella persecuzione e la prima repubblica la migliore l'Eden in cui il nostro paese è vissuto.

Naturalmente tutto è molto semplificato ma rende l'idea su come una forte campagna mediatica in atto, omettendo alcune non sconfessabili verità, cerchi di riabilitare un modo di fare politica che ha quasi cacciato il nostro paese nel baratro economico e morale.

Si parla di Craxi come obiettivo della persecuzione giudiziaria, costretto in esilio. In realtà tutto ciò tecnicamente viene chiamata latitanza e, a mio avviso, sarebbe stato meglio per Craxi restare qui e affrontare i processi con lo stesso piglio con cui decise di affermare, con la forza delle sue idee, le proprie ragioni in Parlamento ammettendo il sistema perverso con il quale i partiti si finanziavano chiamando in causa tutti gli attori dell'agone politico.

Craxi fu un politico di grandissimo spessore, capace di rappresentare il nostro paese con autorità e grande dignità, anche di fronte a USA e Russia, costituendo nei fatti la prima fattispecie di dialogo con il mondo arabo del quale, con tanti se e tanti ma, diventò interlocutore privilegiato. Di contro, però, fu, insieme a tanti esponenti politici dell'epoca, rappresentante di un sistema affaristico-politico che aveva nel finanziamento "occulto" dei partiti solo la punta dell'iceberg di un coacervo di intrecci economici molto più complessi. Si parlava di corruzione, concussione, partitocrazia nel termine più brutale del termine, primari e funzionari in quota-partito.

Oggi è proprio questo che si dimentica: parafrasando quanto detto dal presidente Napolitano non si può dimenticare in entrambe i sensi; grandi virtù e capacità di un uomo che vide, da sinistra, oltre il comunismo ma che partecipò a mandare in  cancrena un sistema, viziato da tangenti e bustarelle ad ogni livello e in ogni partito.

Paura e delirio sotto la Madonnina..
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2009

L'aggressione subita da Berlusconi, ad opera di uno squilibrato, ha portato tanti a riflettere sull'attuale clima di asprezza e reciproca aggressione che la politica, oggi, fa registrare giornalmente. In realtà l'evento in se per se rappresenta un pretesto e condivido l'analisi fatta dal prof. Garimberti che individua nel forte carisma di Berlusconi il motivo scatenante dei forti e opposti sentimenti nei suoi confronti, scatenandosi in reazioni irrazionali da parte di soggetti psicolabili. Piuttosto sarebbe da rivedere il protocollo dei movimenti del capo di governo che, con il suo modo di fare (non ne discuto il merito), mette a rischio la propria incolumità e quella degli uomini di scorta rispetto ai malintenzionati.
Fatta questa piccola premessa, ritengo che quello che sta succedendo in questi giorni è una strumentalizzazione in grande stile di un gesto, appunto, di un "povero diavolo" (così spesso vengono definiti gli insani di mente).
Probabilmente è molto più delittuoso e moralmente irresponsabile additare Di Pietro e Travaglio come "mandanti morali" e trovo questo un modo molto spicciolo per liberarsi della cosiddetta opposizione intransigente all'attuale governo. Tralaltro si riscontra in tante dichiarazioni di esponenti della maggioranza il secondo fine (neanche tanto celato) di utilizzare questa vicenda per dividere l'opposizione e, dunque, indebolirla ulteriormente.
L'invito che viene fatto al PD, all'UDC e IdV di abbassare i toni è ipocrita; se guardiamo alle cronache degli ultimi giorni è il Cavaliere che ha rivolto epiteti poco simpatici nei confronti di magistratura, opposizione, Corte Costituzionale e CSM. Varrebbe dunque la pena fare un bell'esame di coscienza prima di  fare i pompieri con la molotov in mano.
Lo stesso Berlusconi, certificando la martirizzazione dell'attentato subito, si rivolge agli uomini di pace per emarginare i portatori d'odio, senza ricordarsi di cosa aveva detto dieci minuti prima proprio dal palco retrostante il luogo dell'aggressione.
Dunque, fatta salva la condanna per qualsiasi atto di violenza, mi pare ancor più colpevole (poichè consapevole) l'assalto armato fatto dal PdL all'opposizione e gli oppositori, dietro la strumentalizzazione di questo episodio, che non l'aggressione in se stessa portata da un soggetto, la cui mano è stata unicamente armata dalle ombre e dalle paranoie del proprio ego malato.

40.000 e più
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2009

Con colpevole ritardo autocelebro i 40.000 contatti del blog. Devo dire che è un traguardo che non avrei mai pensato di raggiungere considerando il ristretto numero di contatti con il quale condivido le mie opinioni su questo spazio. Al contrario, però, sono davvero contento che questo progetto di spazio libero continui, magari con qualche pausa di troppo, riscontrando, attraverso questo grande traguardo, il favore di tanta gente.
Grazie a tutti coloro che si trovano sulla parte destra dello schermo e a tutti coloro che, magari di passaggio, decidono di dare un occhiata a questo "diario" impersonale.


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permalink | inviato da occhiodelciclone il 18/12/2009 alle 13:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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