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Le pagelle di Palermo-Novara
post pubblicato in il calcio del pallone, il 29 gennaio 2012

Il Palermo batte il Novara 2-0 grazie a una doppietta del redivivo Buda, alla terza rete in due partita. Il Palermo è riuscito a resistere all'onda d'urto del Novara nel primo tempo, nel quale la squadra piemontese ha espresso grande pressing e intensità. Nonostante questo la squadra rosanero è passata in vantaggio grazie a una gran giocata di Miccoli, capace di imbeccare con un'apertura di esterno destro, Budan. Nel secondo tempo, invece, il Palermo rientra in campo esprimento le stesse armi del Novara e alla prima occasione buona raddoppia, sempre con Budan, servito dall'ottimo Miccoli. Dopo il 2-0 la squadra rosa sfiora il 3-0 per due volte con Miccoli, autore di un'azione da cineteca quando, dopo 50 metri di corsa, vede la sua conclusione fermata soltanto dal palo. Per il Novara i soliti limiti difensivi di sempre, non risolti nonostante l'arrivo di Rinaudo e uno schieramento tattico più accorto da parte di Tesser.

Ora le pagelle:

Viviano 6,5: grande sicurezza tra i pali e con la palla ai piedi. Stavolta però aggiunge anche un intervento decisivo nel primo tempo quando deve mettere il piede su una conclusione ravvicinata di Caracciolo, dopo uno svarione di Silvestre.

Muñoz 6: E' attento sul suo out e stavolta cerca anche di spingere, appoggiando l'azione di Migliaccio.

Silvestre 5,5: La palla tra i piedi gli scotta sempre maledettamente e rischia di combinare la frittata quando Caracciolo gli scappa e conclude su Viviano. Per una volta è toccato a Mantovani mettere una toppa a qualche sua indecisione.

Mantovani 6.5: Bravo il centrale ex Chievo, sempre puntuale nell'anticipo e pronto, in alcuni frangenti a liberare la propria area uscendo palla al piede. Dalle sue parti i novaresi hanno avuto parecchi problemi a passare.

Balzaretti 6: Bravo a presidiare la sua zona di competenza ma spinge pochissimo, complice il trenino che Tesser mette sulla sua fascia con Mascara e Morganella.

Migliaccio 6,5: Parte forte nei primi minuti ma l'ammonizione per fallo tattico lo limita nell'irruenza per il resto della partita. Bravo a inserirsi sulle aperture di Miccoli e Ilicic, sfiora il goal nel primo tempo.

Donati 7: Nel primo tempo viene limitato dalla pressione che a turno Rigoni e Radovanovic gli portano e gli impediscono di giocare la palla in maniera pulita. Nel secondo tempo, complice il vantaggio acquisito, si fa apprezzare per il pressing asfissiante che porta ai danni di Rigoni ribaltando la situazione tattica del primo tempo e nel finale riesce a mettere un paio di volte Bertolo in condizione di far male.

Barreto 6: Il ruolo di interno sinistro non è nelle sue corde ma si fa apprezzare per il cospicuo numero di palloni recuperati. Prova un paio di volte le giocate di fino, che sono nel suo bagaglio tecnico, senzax riuscirci.

Ilicic 6+: Nel primo tempo è costretto ad arretrare molto il suo raggio d'azione per evitare il pressing asfissiante di Porcari. Nonostante questo si rende pericoloso fornendo sottoporta una palla che Budan non riesce a sfruttare e quando, con un bel tiro dalla distanza, di sinistro, impegna severamente Ujkani. Nel secondo tempo sembra pagare dazio e Mutti gli preferisce Bertolo.

(Bertolo 6+) Gioca poco più  mezz'ora, garantendo corsa e copertura sulla destra. Sfiora il goal quando nel finale di sinistro sfiora il palo con un diagonale dentro l'area.

Miccoli 7,5: Come col Genoa, il capitano da vita a uno show calcistico, sfornando due assist a Budan di grandissima fattura: in particolare il primo è la fotocopia di quello con il quale aveva già mandato in goal Budan con la squadra ligure. Impegna Ujkani dalla distanza con una punizione velenosa e nel finale, dopo un'azione leggendaria (corsa per 50 metri e difensore scartato) coglie il palo e non riesce a deviare sottomisura il diagonale di Bertolo.

Budan 7,5: Stavolta ha più difficoltà a manovrare il pallone a terra, complice la pressione del Novara ma quando la palla gli arriva sulla testa non perdona. Due goal, grazie all'assistenza di Miccoli, che serviranno a fare capire è ancora un bomber da serie A.

(Zahavi 6,5) Entra solo pochi minuti ma fa capire di essere in grande forma. Corre, recuperare palloni e si propone per scambi ad alto tasso tecnico con Miccoli. Nel girone di ritardo la sua versatilità e la sua classe serviranno a dare ulteriori soluzioni a Mutti.


Novara

Ujkani 6,5: Prende due goal sul quale non può fare nulla ma ne sventa altrettanti quando devia una conclusione dal limite di Ilicic e sul palo di Miccoli riesce a sventare il tap-in dello sloveno. Dimostra di non avere perso il suo coraggio quando nel primo tempo esce con coraggio su mischie simili a quelle che gli sono costate un brutto infortunio.

Dellafiore 5,5: Non spinge e non fornisce una prova da antologia. Quando poi dalla sua parte imperversano Miccoli, Ilicic e Barreto sono dolori.

Rinaudo 5,5: Palermitano di nascita forse sente particolarmente la partita; il colpo di testa è il suo forte ma contro Budan non la spunta mai.

Paci 6+;Si arrangia come può su Miccoli ed è sempre pericoloso quando il pallone arriva dalle sue parti su calcio d'angolo.

Garcia 5.5: Nel primo tempo mostra intraprendenza e furore agonistico ma alla lunga distanza cala sparendo dalla partita nel secondo tempo.

Porcari 5,5: Partita dai due volti. Nel primo tempo il capitano è bravo a portare il pressing alto, insieme ai suoi compagni e limitando l'azione di Ilicic e Donati. Nel secondo tempo invece subisce la ritrovata verve dei rosanero e va in difficoltà.

Radovanovic 6: Rispetto al compagno non fa in tempo a subire gli effetti nefasti del secondo tempo. Rimane un buon primo tempo giocato a grandi ritmi, con grande pressione su Migliaccio e Donati; nel secondo tempo esce per infortunio.

(Pesce 5,5) Subentra a Radovanovic ma, schierato in posizione centrale, non riesce a fornire una prestazione degna di nota.

Morganella 5,5: Tesser lo mette sulle piste di Balzaretti e riesce nell'azione di contenimento del terzino rosa nel primo tempo: nel secondo tempo, quando servirebbe la sua spinta non vede praticamente quasi mai la palla.

Mascara 6: L'ex capitano del Catania è bravo a svariare tra le linee e non dare punti di riferimento ai rosa. In realtà però gioca troppo lontano dalla porta per portare pericoli concreti alla difesa rosa e si apprezza solo il buon lavoro tattico.

Rigoni 6: Nel primo tempo è lui che detta i tempi dell'azione novarese, spauracchio delle difese in virtù delle numerose realizzazioni. Nel secondo tempo Mutti capisce che non può lasciargli troppo spazio e gli mette alle costole un certo Donati: il risultato è che Rigoni non riesce più a giocare un pallone.
 
Caracciolo 6,5: E' il migliore dei suoi. Nel primo tempo potrebbe sbloccare due volte il risultato ma la scarsa mira e Viviano gli negano la gioia del primo goal in campionato con la maglia del Novara. Nella ripresa è troppo isolato in avanti ed è l'unico che cerca di portare qualche pericolo alla porta rosanero.

(Rubino s.v.)

(Mazzarani 5,5) Sostituisce Radovanovic ma non riesce a fornire una prestazione all'altezza della classe.


Arbitro Peruzzo 5,5: Per essere un pessimo arbitro non è necessario fare errori marchiani ma basta arbitrare usando un metodo discutibile e tenere un modo di rapportarsi ai giocatori che indispone tutti. Ammonisce per falli veniali Migliaccio e Porcari, e non sanziona nessuno dei falli subiti da Budan, costantemente tartassato da Paci. Il suo metro di giudizio non ha convinto.

All.ri
Mutti 6.5: Nel primo tempo la squadra sbaglia l'approccio con la partita ma, nonostante questo, la squadra resta in partita fino al goal di Budan che cambia il corso della gara. Nel secondo tempo la chiaccherata negli spogliatoi restituisce un Palermo operaio, che pratica pressing a tutto campo e grande movimento.

Tesser 6: Il Novara nel primo tempo fa una gran bella partita ma paga alla terza occasione concessa ai rosa. Aveva indovinato la mossa di intasare la fascia sinistra per bloccare l'esuberanza di Balzaretti e Migliaccio, ma in questo modo snatura la squadra e lascia Caracciolo troppo solo. Nel secondo tempo, la squadra non ha la marcia in più per ribaltare il risultato e paga salato il conto con il raddoppio di Budan e rischia più volte il terzo goal. Nonostante gli acquisti pare evidente che manca qualcosa di importante in difesa e centrocampo.

 

 


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The Iron Lady
post pubblicato in Recensioni, il 29 gennaio 2012

Meryl Streep è la protagonista indiscussa del film in cui ricopre il ruolo di Maggie Thatcher, la donna più potente e politicamente importante del secolo appena passato.
La pellicola, interamente prodotta in Inghilterra, rappresenta, l'ascesa, il potere e il declino della Lady di Ferro, la prima donna diventata primo ministro in Europa, attraverso la memoria (nella forma del flash-back) di una donna anziana, affetta da una forma devastante di demenza che, peraltro, ha costretto la Thatcher a sparire dalle scene da qualche anno a questa parte.

Il tema narrativo si svolge all'interno dell'abitazione della Thatcher, dove la donna, in preda ai deliri che la malattia gli causa, continua a vedere il marito Denis, molto qualche anno addietro, alle prese con i propri collaboratori e la figlia che comprendono la gravità dello stato di salute della donna. La donna ricorda con grande sofferenza gli inizi della sua carriera politica, quando faticò ad affermarsi per un dominante maschilismo all'interno del mondo politico inglese oltre che dal nichilismo che i conservatori del tempo mostravano nei confronti della figlia di un droghiere. La svolta, nella vita della Thatcher, all'epoca Margaret Roberts, avviene in occasione dell'incontro con il futuro marito, Denis Thatcher, che incoraggerà la donna a non mollare di fronte l'ostracismo del mondo politico e la diffidenza dei colleghi del partito conservatore. Il resto, con tante piccole sfaccettature riguardo la vità privata della donna è storia; l'ascesa al partito e successivamente alla poltrona di primo ministro, la crisi inglese dei primi anni '80, la guerra al terrorismo irlandese, la crisi delle Falkland, il tradimento del partito, le dimissioni.

La pellicola è interpretata magistralmente da Meryl Streep, candidata alla terza statuetta ai prossimi Oscar, capace di restituire la dimensione di un personaggio tanto forte e potente, quanto fragile nella propria vita privata. La Streep è spalleggiata da un bravissimo Jim Broadbent, già apprezzato professore di formule a Hogwarts nell'ultimo Harry Potter o eccentrico padre nei diari di Bridget Jones e da tanti altri bravi attori inglesi in una produzione interamente britannica.

Il film, nel suo complesso è molto lento, in alcuni momenti anche in maniera esasperata, ma se l'intenzione della regista Phyllida Lloyd era quella di rappresentare i pensieri e le sensazioni della protagonista, allora il "timing" del film è assolutamente coerente con il progetto di scrittura della pellicola.

Da vedere!


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I Forconi e i loro derivati
post pubblicato in Diario, il 24 gennaio 2012
Nei giorni appena trascorsi ho manifestato tutte le mie perplessità sul movimento dei Forconi. In particolare non ho approvato i metodi adottati e i risultati di questa protesta, nè alle istanze della stessa che avrebbero dovuto rappresentare tutti i siciliani ma che alla fine si riducono a rivendicazioni di categoria. Non ho capito cosa c'hanno guadagnato a bloccare cittadini e imprese per una settimana (causando disagi visibili a tutti, fomentando la speculazione sulla benzina e sui beni di consumo e causando danni per 500.000.000 euro), sapendo bene dell'impossibilità da parte del governatore Lombardo e delle altre amministrazioni locali di potere accogliere o assecondare alcuna delle richieste del movimento.

Oggi però, solo in parte, mi devo ricredere. La protesta dei Forconi è servita a qualcosa...

E' servita sicuramente, infatti, a capire la differenza, per il sistema mediatico e per il governo in Italia, tra la Sicilia, isola tra le isole, e tutto il resto del territorio nazionale. Sette giorni di protesta dura, patita dai cittadini, con il blocco totale della circolazione delle merci, sono passate sotto banco, con qualche trafiletto rubato qui e li sulle testate nazionali, e i titoli dedicati solo alle esternazioni del Lo Bello di turno sulle infiltrazioni mafiose all'interno del movimento (peraltro mai confermate con i nomi e cognomi). Per non parlare del governo nazionale e regionale, o delle forze dell'ordine, assolutamente inerti nel permettere forme di protesta anche selvaggia, fuori da qualsiasi regola, ai cosiddetti forconisti.
Sono bastate, invece, meno di 48 ore di protesta nel resto del territorio nazionale, per riempire pagine di giornale di carta stampata e web, ma, soprattutto, per fare intervenire niente poco di meno che il ministro dell'Interno, minacciando precettazioni o rimozioni forzate.

Mi chiedo allora che senso abbia ancora considerarsi parte di uno stato che si ricorda di te solo quando devi pagare le imposte; che senso abbia continuare a comprare giornali o guardare la tv se l'unica cosa per cui si ricordano che la Sicilia è in Italia è se devono fare un film sulla mafia.

Continuo a non condividere metodi e forme di proteste dei Forconi ma è indubbio che questa vicenda faccia emergere quanto profonda sia la voragine che separa la terra amata da Federico II con tutto il resto della penisola.

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